“Istinto. Natura. Cultura.” è il nuovo pay-off di Fieracavalli, svelato a fine maggio a Piazza di Siena, a Roma, durante il CSIO. Tre parole e vedo un cavallo intero: quello che reagisce prima ancora di pensare, quello che appartiene alla terra e al vento, quello che si porta dietro secoli di storia, la sua e la nostra.
Per la 128ª edizione la campagna non mette in vetrina un testimonial, ma cinque razze: Pura Razza Spagnola, Quarter, Paint, Arabo e Puro Sangue Italiano. Chi vive in scuderia sa quanto siano diversi, per testa, per carattere, per il modo di stare con l’uomo. Eppure stanno sotto la stessa insegna. Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, dice che il cavallo mette in relazione mondi differenti. Aggiungo solo che chi ha visto un cavaliere di dressage e uno di western chiacchierare per un’ora davanti a un box lo sa già.
La novità che ha fatto più rumore viene dal mare. Fieracavalli Riding by the Sea, powered by Croceri Farm, era in programma dal 3 al 6 settembre sulla spiaggia di Porto Sant’Elpidio: salto ostacoli, Campionati Italiani di morfologia dell’arabo, polo, e ogni sera un gala, Horses on the Night Sea, con dressage freestyle, monta in amazzone e lavoro in libertà. Chi addestra sa che la sabbia cambia tutto, il passo, il fiato, la testa del cavallo. Portare la fiera fuori dai padiglioni, verso gente che magari non ci entrerebbe mai, è una scommessa. A me le scommesse fatte per il cavallo, e non contro di lui, piacciono.
A Verona, dal 5 all’8 novembre, cambia la pelle dello sport. Nasce il Fieracavalli Jumping al padiglione 8, che prende il posto del Jumping Verona e accoglie dressage, polo, Pony League e Master Masaf. Restano l’Italian Champions Tour, il Gran Premio Fieracavalli e l’unica tappa italiana della Longines FEI Jumping World Cup. La FISE, con il presidente Marco Di Paola da poco rieletto, conferma per altri quattro anni un legame che a Verona ha una concessione unica: ospitare competizioni federali in esclusiva. E il Westernshow stringe una collaborazione con il Salone del Cavallo Americano di Cremona. Per chi lavora con Quarter e Paint è una buona notizia: più voce, più spazio.
C’è poi un dettaglio che mi ha fatto sorridere. Fieracavalli ha scelto Venini, la storica vetreria di Murano, per tre sculture di cavallo in tiratura limitata, destinate alle premiazioni più importanti. A Villa Borghese i primi pezzi sono andati al ministro Francesco Lollobrigida e a Emanuele Grimaldi, ma anche a Uliano Vezzani, tra i più autorevoli chef de piste del salto ostacoli mondiale, a Sara Riffeser, la più giovane show director di sempre del concorso romano, a Luca Fraioli, che con Francesco Bei ha fondato “La Repubblica dei Cavalli”, e a Maurizio Croceri, partner di Riding by the Sea.
Lo chef de piste, soprattutto. Un mestiere che il grande pubblico nemmeno vede, ma ogni cavaliere sa che un percorso disegnato bene fa crescere un binomio, e uno disegnato male lo rovina. Vederlo premiato con un’opera di Murano mi pare giusto.
Poi vedremo se “istinto, natura, cultura” resterà uno slogan o diventerà un modo di stare in fiera. Lo si capirà come sempre: guardando come si tratta il cavallo, e chi lo porta.
Io a Verona ci sarò. Lo avevo promesso.
Lucio Cetra